Risurrezione

Giorno 46.

Ho deciso di scrivere solo oggi.

Sì perchè come al solito penso, dico, penso e ridico e poi il culo sulla sedia non ce lo metto mai.

Una persona una volta mi denominò Gaudì, perché era solito iniziare e non portare mai a termine nulla.

Io sono identica. E questa cosa mi snerva un sacco, tanto da esserne così consapevole che ormai sono arrivata anche a non iniziare più oltre che a non finire. Non so se mi snerva più il fatto di essere indeterminata o se mi snerva che ci sia così tanta gente determinata da far schifo. Dovremmo tutti avere un equilibrio, essere un fifty-fifty. (Perchè esistono persone più determinate di altre?).

Va bè, non sono qui per delineare il mio profilo articolando i miei difetti perché, onestamente, me li custodisco gelosamente.

46 giorni di alti e bassi. Sì questo sono stati, credo sia stato così  un po’ per tutti (anche per i determinati cronici). La prima settimana è stata immensamente colma d’ansia, ansia che ormai non riesco più a gestire, ansia viscida che mi sovrasta e mi impedisce di pensare e di agire. Nei giorni successivi ho imparato a mantenere il controllo, ho iniziato a leggere meno notizie, a guardare meno la tv, a farmi riempir meno  la testa da fake news incrociate sui social ma la voglia di rivedere la mia famiglia e di sentire il profumo di casa era così forte che le lacrime mi rigavano il viso, ogni sera, prima di addormentarmi.

Ho passato così il primo mesetto, tra sbalzi d’umore incontrollabili e pianti tra le braccia di Dani. Credo di non aver mai passato un momento nella mia vita così segnato da sbalzi d’umore. Io poi, che sono il genio della lunaticità. Dio mi ha creata per questo. La Bilancia peggiore del mondo, una lunaticità che sembra quasi bipolarismo tanto è intensa.

Dai primi di Aprile mi sono ripresa. Sarà stata la primavera. Determinata per portare a termine il programma d’esame, determinata negli allenamenti pomeridiani, Yoga rigorosamente mattina e sera. Determinata nel mangiar sano, carne/ pesce/verdure, i carbo nel weekend. Determinata nella cura del corpo, scrub vari, maschere viso e capelli, ceretta fai da te. Insomma, risorta, come Cristo il 12 Aprile.

Dopo la Risurrezione, sono tornata nel mio precedente habitat depressivo. Il giorno dell’esame, presa da una crisi esistenziale, annullo l’esame e mi rimetto a letto. Piango disperatamente per due giorni, quello prima e quello dopo. Sono una nullità, penso. Ed effettivamente è una cosa che penso costantemente quando rinuncio a qualcosa e quando non credo in me stessa; nessuno dovrebbe screditarsi ma non facciamo gli ipocriti: l’autocritica, paradossalmente, ci salva quasi sempre.

Oggi 23 Aprile, consapevole di aver perso tempo prezioso, mi prometto di cambiare.

Lo faccio per me stessa e per le persone che amo.

Lo faccio per mia madre che crede sempre in me nonostante tutto, lo faccio per il mio fidanzato che non  sopporta più il mio lamento costante e lo faccio per me perché fondamentalmente mi sono rotta il cazzo.

Questa vita va così, e a 26 anni dopo aver vissuto momenti devastanti, come questo, l’ho capito.

Ora non mi sveglierò di certo con il sorriso a 32 denti domani per celebrare la mia voglia di cambiare le cose, né scriverò su qualche social ‘RICOMINCIO DA ME’, né farò finta che vada tutto bene perché non va un cazzo come deve, né organizzerò il mio planner riempendolo di progetti giornalieri; l’unica cosa che farò è non perdere più un minuto della mia vita a pensare di voler fare cose che non farò mai. Le farò, e basta.

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Oggi 16 Maggio, Giorno Nr. Non so.

Ho ritrovato questo file sul pc che,onestamente, avevo dimenticato e mi è arrivata una scossa al cuore.

E’ stata tosta raga, e non ce ne siamo accorti. Tutti. Non ce n’è uno a cui è andata bene. E’ impossibile. Non sareste umani altrimenti.

Oggi, consapevole di quello che è stato e non consapevole di quello che sarà, spero che ognuno abbia riflettuto sul suo Io, sulla sua vita, sul tempo, sull’ amore, sul danaro perso e guadagnato, perchè no, sul come si è stati e sul come si vorrà essere nei giorni che verranno. Spero che ognuno di voi abbia dedicato del tempo alle piccole cose, quelle nascoste in qualche angolo dell’animo, a quelle cose che abbiamo sempre sopravvalutato per mancanza di tempo e dedizione, per mancanza di interesse o per noia; credo fortemente che siamo sostanza di quello che vogliamo, di quello che facciamo, sostanza dei nostri pensieri, delle nostre azioni. E se non ‘facciamo’ , se non ci dedichiamo, non siamo niente.

Faccio un po’ fatica ad aprirmi e a condividere quello che sono ma lo faccio senza pensarci troppo su sta volta.

E’ liberatorio essere trasparenti.

Buona Rinascita.

 

(La creazione è di @lucialcreazioni)

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