Duplicità

Heinrich von Kleist, mi ha colpita fin da subito, credo sia principalmente perché è del segno della Bilancia, non vorrei essere indiscreta ma c’è un’inclinazione particolare tra noi Bilance.

E’ il 1802, anno in cui scrive Die Familie Schroffenstein, quando si consolida in lui l’idea che la materia umana è caratterizzata da un profondo dualismo che si traduce nell’istinto e nel sentimento. La natura umana, secondo Kleist, è caratterizzata da una fondamentale duplicità e rivela tratti angelici e demoniaci, sicchè l’uomo nega la propria più vera e complessa sostanza laddove cerca di mostrare se stesso come essere buono, virtuoso e razionale in nome di un immagine falsa e idealizzata di se stesso.

Quello che esprime il racconto della Famiglia Schroffenstein, prima di altri racconti, è come sia difficile trovare un equilibrio tra componenti della natura umana quali ragione e intelletto, da un lato,  e sentimento e istinto dall’altro; questo spiega come l’uomo agisca dando solo ascolto al suo istinto andando necessariamente contro la sua parte razionale, creando una scissione schizzofrenica che lo porta alla distruzione di sé e di ciò che lo circonda.

La trama del racconto riguarda l’uccisione da parte di due capi di famiglie, rivali, verso i loro stessi figli, provati dalla sete di giustizia che acceca la loro parte razionale così che in preda alla furia dei lori  impulsi l’uomo si trasforma in un demone.

Attraverso l’idea di  Kleist sono arrivata alla consapevolezza che l’uomo è sempre più propenso a dar voce e spazio alla sua parte non razionale perchè è ignaro della sua vera natura. Pochi si leggono dentro, pochi si conoscono realmente e sempre pochi riescono a mediare tra bene e male, parte razionale e istinto, pericoloso e non.

Prendendo in considerazione un altro romanzo di Kleist, Die Marquise von  O… , emerge come la duplicità umana sia evidente anche dal punto di vista dell’eros. La violenza sessuale di cui è vittima la Marchesa la conduce, nel corso del romanzo, ad accettare l’accaduto facendo decadere completamente le convenzioni sociali: la porterà ad amare il suo seduttore che è un demonio, demonio perché l’ha trascinata,sedotta; un altro avrebbe soltanto abusato del suo corpo. E’ un demonio perché la costringe non solo a conoscerlo ma a riconoscerlo. Dopo averne conosciuto interamente la sua natura diabolica e a tratti angelica, come rivelerà il romanzo, la Marchesa si imbatterà in  una nuova consapevolezza della sua femminilità e della sua vita che la rende l’ eroina in grado di mediare, finalmente, ragione e istinto.

“ Non mi saresti apparso allora un diavolo, se non mi fossi sembrato un angelo al primo apparire”.

100846586_741419413064570_2938243112092303360_nLe double secret’ di Magritte, 1927

Ho voluto presentarvi l’idea della duplicità umana,secondo Kleist, perchè  è un autore che sto studiando attualmente e a cui ho fatto riferimento date vicende di cui siamo spettatori, vittime e artefici.

Non voglia essere nessun tipo di paragone, esempio, né giustificazione o spiegazione per gli atti osceni a cui assistiamo, che sia solo una riflessione sulla molteplicità della natura umana,ahimè, spesso oscura e irrazionale.

Vi invito a leggere ‘La Marchesa di O…’ che già dall’incipit si rivelerà sconcertante.

Buona Lettura.

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